Ho seguito il link che era presente sull’agenda originale e sono giunta a questa pagina, ve la riporto tal quale.

Gentili Detective,

Sono lieto di vedervi comparire per questa indagine. Se solo lo aveste fatto anche undici anni fa… Cosa è cambiato? Sono curioso. Ma voi avete il vostro spazio, questo invece è per un altro essere umano incauto.

Osvaldo, dovresti tenere più segreti i tuoi vistosi orologi, e non farli ondeggiare sotto gli occhi di un povero e disperato artista che è abituato a vedere parche mance, spettacoli cancellati e fatture non pagate. Perché l’imitatore ha nitidamente visto un’occasione di riscatto, la possibilità di mangiare un pasto completo, l’assurda convinzione di poter riuscire a recuperare del denaro senza far male a nessuno, su quel tuo polso borghese. Avete mai letto Uomini e Topi? Dovreste. Mentre se lo avete fatto sapete bene cosa intendo con quel “senza far male a nessuno”, non era quel che voleva. Credo si chiami Jacopo il povero imitatore, non che voi ve lo siate chiesto. Jacopo ha origliato la conversazione con la cartomante di Osvaldo, sperando di carpire informazioni utili. Poi a fine turno ha probabilmente seguito Letizia e Osvaldo fino a casa. Sentiva che quella sarebbe stata la sua occasione e – PENSATE UN PO’ – la sua DOTE sarebbe stata utile! Se solo l’avessero saputo i suoi genitori. Ma è tardi. Jacopo attende il giorno successivo, sale sul rudere adiacente al domicilio di Osvaldo e si apposta sul tetto. Non può aspettare la mezzanotte, quei due soldi di mance serali sono l’unica cosa che gli resta, quindi prova alle 21. “Se è destino, funzionerà” deve essersi detto tra sé e sé. Stringe una pietra raccolta per strada o sottratta al rudere, poco importa, e imita il canto malinconico di una civetta. Non è perfetto al suo orecchio, ma tanto basta per l’ossessionato Canciani, che si sporge per scacciare il suo presagio funesto, ma ne riceve uno molto più concreto in testa. Crolla, sanguina e nemmeno è cosciente. Chissà se è sopravvissuto. La storia l’ho scritta io ma non so decidermi. Jacopo scopre la verità su Osvaldo: tutto quel che di interesse possa avere quell’uomo si trova al suo polso e nella sua collezione musicale, se posso aggiungere. Blue e Red album uno di seguito all’altro, forse ti salvo solo per questo Osvaldo. L’artista sfortunato sfila l’orologio dal polso e sfila la sua esistenza onesta da quella finestra. Sta tornando alla sua vita, ma non è più sua. Chi è ora? Cosa potrà fare quando arriveranno i due detective con la polizia? Tutto per colpa di un tale che pensava che le civette fossero un presagio di morte. Jacopo, vieni da me, non sei perduto.

Per voi io non ho altro. Vi aspetto alla fine della corsa. Se mai riuscirete a raggiungermi. Il gioco sta per terminare, Osvaldo potrebbe non essere l’unico a doverci salutare.

Sono…sconcertata. Ho letto Uomini e Topi, di Steinbeck. Parla di Lennie. Lui è stato qui per tutto il tempo e non lo avevo visto. Sapeva ogni nostra mossa, leggeva le nostre elucubrazioni. Ci osserva e ci giudica aspramente. Devo fermarlo.